BRUNO CIAPPONI LANDI
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Personaggi [Grytzko Mascioni], in "Vitalions" 30 aprile 2004 p.50
Grytzko Mascioni, scomparso a Nizza il 12 settembre 2003, era nato a Villa di Tirano in provincia di Sondrio il 1° dicembre 1936 da famiglia originaria di Brusio nel confinante Cantone Svizzero dei Grigioni. Cresciuto in quell’area “retica” fra Valtellina, Engadina e Val Poschiavo a cui è rimasto sempre affettivamente legato, ha proseguito gli studi a Milano dove ha vissuto per alcuni anni prima di trasferirsi in Ticino. Poeta, narratore, saggista, autore di teatro, studioso di poesia greca antica e di arte contemporanea ha pubblicato una ventina di raccolte di versi e alcuni importanti volumi presso prestigiose case editrici italiane. Alcuni suoi lavori sono stati tradotti in varie lingue e figurano in diverse antologie. Dapprima come redattore, autore di testi, servizi e rubriche culturali, e poi come regista, ha firmato numerose e apprezzate produzioni della Radio Televisione della Svizzera Italiana della quale è stato collaboratore fin dalla fondazione. In queste vesti ha operato dividendosi fra Svizzera, Italia, Francia, Grecia e Croazia. Per l’ente televisivo elvetico è stato infine responsabile dei programmi dello spettacolo e delle relazioni esterne fino alla nomina a direttore dell’Istituto di cultura italiana di Zagabria da parte del Ministero degli Esteri.
Fra i riconoscimenti della sua carriera figura (e gli era particolarmente caro, perché veniva dalla sua valle) il Lion d’Oro che il Lion Club Sondrio Host riserva ai valtellinesi migliori, conferitogli nel 1993 per il complesso della sua opera. Di premi Mascioni ne ricevette diversi e di prestigiosi. Per la poesia il Premio Amalfi assegnato da Salvatore Quasimodo, quindi i premi internazionali Etna-Taormina e Biella Cultura; per la narrativa, il Premio Inedito 1973 (Carta d’autunno, Mondadori), il Lago Maggiore 1990 (La notte di Apollo, Rusconi, finalista allo Strega), il Premio Selezione Napoli (Puck, Piemme); per la saggistica, il Premio Fregene 1980 (Lo specchio greco, S.E.I., e Oscar Saggi); per la biografia, il Comisso-Treviso (Saffo di Lesbo, Rusconi e Bompiani 2003). Infine, per l’opera complessiva, il Grand Prix Schiller 2000 (il massimo premio letterario elvetico) che volle ricevere a Poschiavo, capoluogo della valle svizzera da cui era originaria la sua famiglia.
Critici illustri come Carlo Bo, Leone Piccioni, Giancarlo Vigorelli, Allen Mandelbaum, Mladen Machiedo, Jean-Charles Vegliante, Alice Vollenweider, Maria Corti e tanti altri, compresi poeti come Vittorio Sereni, Ciril Zlobec, Mario Luzi, Roberto Sanesi e altri ancora, hanno riconosciuto la singolarità della sua voce, lontana da ogni moda e corrente, ma aperta alle più urgenti tematiche contemporanee.
La sua stessa biografia, ricca di straordinarie esperienze nel mondo dell’arte contemporanea, (dalla comunicazione radio-televisiva, al cinema e al teatro), di anni trascorsi nell’impegno della diplomazia culturale (all’Istituto di cultura italiana di Zagabria e al Centro internazionale delle Università croate a Dubrovnik, anche negli anni della dura guerra), per non parlare del suo scavo dell’antica civiltà greca intesa come fondamento ineludibile dell’Europa, tradotta in varie opere, testimonia di un’appassionata frequentazione dei nodi cruciali della sensibilità contemporanea. I testi più significativi della sua poesia si trovano nelle raccolte Il favoloso spreco (’68), I passeri di Horkheimer (’69), Poesia 1952-1982 (’84), La vanità di scrivere (’91), A tenera sorpresa (2000). Ultimo, uscito postumo, Angstbar (2003).
Con lo scopo di valorizzare la figura e l’opera intellettuale e artistica di Grytzko Mascioni, sia in Italia che all’estero, un gruppo di amici italiani e svizzeri hanno fondato a Bormio un’associazione che intende riunire tutti gli interessati “all’approfondimento, alla divulgazione e alla conservazione dell’opera di Mascioni e dello spirito che ne ha animato la poliedrica attività.” L’associazione ha sede presso il Museo Etnografico Tiranese, uno dei punti di riferimento valtellinesi del poeta e sede del Premio Letterario Renzo Sertoli Salis (promosso nel 1993 dal Lions Club Sondrio Host) di cui Mascioni era giurato.
Fra i fondatori la vedova, diversi amici ed estimatori, fra i quali lo scrittore Ernesto Ferrero che un mese prima della scomparsa aveva tenuto con Mascioni a Teglio una conferenza i cui testi figureranno in una pubblicazione che vedrà le stampe per l’anniversario.
Alla presidenze e alla vicepresidenza del sodalizio sono stati eletti due lions, Rezio Donchi del Lion Club Tellino e Angelo Schena del Sondrio Host.
Gli interessati possono rivolgersi all’Associazione Grytzko Mascioni – Museo Etnografico Tiranese piazza Basilica 30 – 23030 Madonna di Tirano SO - tel. e fax 0342 701181 e-mail museo.tirano@provincia.so.it
09/10/2006 - 08:48
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