BRUNO CIAPPONI LANDI
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PUBBLICAZIONI E PRESENTAZIONI

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1991 - Pubblicazioni
 
Tirano 25 aprile. Numero unico per la manifestazione provinciale nel 46° anniversario della Liberazione, Ciapponi Landi Bruno ( redattore), Comitato per la Difesa dell'Ordine Democratico della Provincia di Sondrio, Sondrio 1991, p. 4
 
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Gian Luigi Rondi cittadino tiranese, Ciapponi Landi Bruno (a cura), Museo Etnografico Tiranese, Sondrio 1991, p. 4
 
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Musei e territorio: realtà e prospettive delle istituzioni museali in Provincia, Ciapponi Landi Bruno [con Pietro Gasperini e Angela Dell'Oca Fiordi], , Sondrio 1991, p. 107-137
 
   
 
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Atti del convegno Luigi Torelli nel primo centenario della morte, Ciapponi Landi Bruno (cura editoriale e dell'iniziativa), Società Storica Valtellinese, Sondrio 1991, p. 87
 
   
 
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I pompieri di Tirano. Numero unico nel 50° di attività dei Vigili del Fuoco, Ciapponi Landi Bruno ( a cura), Museo Etnografico Tiranese, Sondrio 1991, p. 4

Guida alla mostra dei manufatti di legno intrecciato, Ciapponi Landi Bruno, Ganza Giacomo ( a cura) disegni di Luca Bonetti, Ricerche I. Museo Etnografico Tiranese, Sondrio 1991, p. 16 n.n.

Conclusione in "Rezia antica e moderna dall’Adda al Reno. Numero speciale in occasione del VII centenario della Confederazione Helvetica dei “Quaderni Grigionitaliani” (Dicembre 1991)., Ciapponi Landi Bruno, Quaderni Grigionitaliani, Poschiavo CH 1991, p.
 
   
 
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Palcoscenico nelle valli. Estate 1991, X edizione, Regione Lombardia - Provincia di Sondrio, Sondrio 1991, Ciapponi Landi Bruno, Provincia di Sondrio, Sondrio 1991, p. ,24 n.n.
 
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Appunti tiranesi in "Archivio per l'Alto Adige. Rivista di studi alpini". Annata LXXXV, BRACCHI Remo, Istituto di studi per l'Alto Adige, Firenze, Firense 1991, p. 5-46
 
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Tirano erede di Cosmina Foppoli e Maria De Piazza Folini in Tracce - Forme - Colori, Ciapponi Landi Bruno, Comune di Tirano- casa dell'arte Maria De Piazza Folini, Tirano SO 1991, p. 22 n.n.
 
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Intervento pubblicato neell'puscolo edito per l'inaugurazione della nuova sala mostre di Palazzo Foppoli
 
TIRANO EREDE DI COSMINA FOPPOLI E MARIA DE PIAZZA FOLINI La questione aperta nel dibattito culturale di questi anni intorno alla donna e alle modificazioni intervenute nell'esercizio del suo tradizionale ruolo sociale ha costretto un po' tutti ad una maggiore attenzione per l'argomento. Al di là delle intemperanze di certo femminismo non v'è dubbio che fra la realtà della donna dei giorni nostri e la concezione corrente del ruolo femminile vi fossero da superare pregiudizi atavici e convinzioni radicate, ma la revisione è in atto più che mai, soprattutto da quando la rivendicazione ha abbandonato le forme più vistose e spesso irritanti per un più serio e pacato ripensamento. L'argomento meriterebbe di essere affrontato e studiato alla luce di ricerche da condurre nell'ambito delle diverse realtà locali. Per quanto riguarda la zona di Tirano la presenza dell'elemento femminile nella cultura e nella storia è addirittura eclatante se si considerano, in campo religioso, l'arcaica "Dea madre" tellina riconducibile a culti precristiani dell'Età del rame e, successivamente, della Beata Vergine Maria venerata nei santuari di Tirano, di Grosotto e di Bianzone e in molte altre chiese votive a lei dedicate (Stazzona, Lovero, Sernio, Aprica..). Andrebbero presi in considerazione anche altri interessanti aspetti come quella sorta di matriarcato riscontrabile nella vita familiare grosina o il caso, unico in valle a quel tempo, della nomina di una donna a sindaco del comune di Grosotto nella prima amministrazione del recente dopoguerra. Si dovrebbero individuare i personaggi di rilievo e indagarne l'operato così da ricomporre via via un quadro completamente o quasi caduto nell'oblio. I primi nomi di 'donne celebri' a Tirano che affiorano dal lacunoso archivio della memoria sono quelli di Paola Arcari, Angela Vido, Lina Lombardini, Alma Pinchetti, Cosmina Foppoli e Maria De Piazza Folini. Di queste ultime voglio occuparmi in questa sede, rinviando ad altra più idonea l'approfondimento dell'argomento accennato, poichè la mostra che il catalogo documenta è legata alle istituzioni volute dalla loro lungimirante generosità. Cosmina Foppoli nata a Milano, morì a Tirano dove risiedeva nelle sue case di via Maurizio Quadrio, il 17 luglio 1913 a 64 anni. Vicina alle idee che caratterizzarono l'azione filantropica di Ausonio Zubiani, Alfredo Martinelli e in particolare di Dino Mazza, legò morendo i suoi averi a beneficio della casa di riposo per anziani e dell'Ufficio Provinciale del lavoro e dell'emigrazione istituito dalla locale Società Operaia e che, dotato di patrimonio, potè così essere eretto in ente morale. Illuminante lo scopo dell'iniziativa come compare nello statuto: "mettere i diseredati in condizione di rilevarsi da se medesimi, senza distinzione di confessioni religiose e di partiti politici". L'opera prosperò per anni a beneficio di lavoratori ed emigranti in tempi in cui non esistevano uffici statali per la loro tutela e soprattutto in cui, purtroppo, non mancavano persone senza scrupoli pronte ad approfittare, soprattutto degli emigranti oltre oceano. Gli edifici del "Lascito Foppoli" divennero poi sede della scuola media fondata dal prof. Trombini e infine confluirono nel patrimonio del Comune che ne ha curato il restauro. Maria De Piazza Folini era invece un'insegnante che dedicò alla scuola tiranese le forze migliori della giovinezza e della maturità. Apparteneva a quella classe di maestri elementari che a Tirano ebbe una delle fucine migliori ai tempi in cui la Valtellina poteva vantarsi di fornire all'Italia ministri della Pubblica Istruzione del calibro di Luigi Credaro. Educare non era per loro solo un nobile lavoro ma lo scopo stesso della vita che non esauriva il rapporto conducendo i ragazzi fino 'alla quinta'. Essi erano, e si sentivano, educatori della comunità e si comportavano di conseguenza. La matrice ideologica e gli interessi sociali a sfondo umanitario della De Piazza sono gli stessi della Foppoli. Legata anch'essa alla Società Operaia, della quale fu socia fondatrice e presidente per anni, lasciò morendo la sua casa al Comune perchè vi istituisse la "Casa dell'arte". Sono molte le analogie fra i gesti generosi delle due benemerite tiranesi ma fra esse mi pare emergano con chiara evidenza la comune, lungimirante, prioritaria fiducia nella cultura come strumento di promozione sociale e la scelta intelligente delle iniziative in rapporto ai tempi. Diversi i momenti storici e gli strumenti, unico il fine umanitario. Alla Fondazione Foppoli, col passare del tempo, sono venute meno le ragioni contingenti che ne avevano dettato la forma iniziale, ma perdura fra esse – attualissimo – il fine culturale. L'istituzione voluta dalla maestra De Piazza, in tempi più recenti, conserva intatta la sua attualità. Ideando la 'Casa dell'arte' la fondatrice non solo ha individuato e prescelto l'estetica come mezzo educativo della sua istituzione, ma con intuito didattico aggiornatissimo è giunta anche a prestare attenzione alle radici popolari dell'espressione artistica, indicando il ricamo fra le materie cui dare spazio nelle attività della scuola. E' un'attenzione illuminante che indica la volontà di valorizzare ogni anelito creativo fornendo una sede in cui tradurlo, attraverso l'istruzione, in una concreta conquista culturale. Questa mostra organizzata dalla "Casa dell'arte Maria De Piazza Folini" nelle belle sale della restaurata Casa Foppoli sarà probabilmente la prima di una serie di iniziative in campo artistico, cioè in uno dei più interessanti quanto delicati settori d'intervento culturale, irto di equivoci e di facili illusioni. E' bene che l'attività parta con questa mostra che offre una panoramica sulla produzione locale: è un dovere informativo e insieme un omaggio a quanti indistintamente, sensibili all'arte, hanno scelto di operare direttamente in questo ambito. Ora Tirano dispone, anche per questo genere di manifestazioni, di valide strutture al servizio della città e della zona che dovranno essere gestite in modo che, con una azione concertata che coinvolga anche le altre agenzie culturali esistenti ( museo, biblioteca, istituzioni scolastiche), sia possibile offrire alla popolazione effettive occasioni di promozione culturale. Si tratta quindi di operare con serio senso critico distinguendo con chiarezza lo spazio offerto alla buona volontà e all'estro di chiunque produca ad ogni titolo in campo artistico e le occasioni di formazione dando a queste la dovuta preminenza. La via da seguire è la stessa indicata dalle fondatrici: progresso sociale mediante l'istruzione, chiarezza di programmi e mezzi per attuarli. Tirano, erede materiale e morale di Cosmina Foppoli e di Maria De Piazza Folini, dovrà essere interprete fedele dello spirito eminentemente educativo delle due fondazioni e indirizzare l'azione futura con responsabilità, chiarezza d'intenti e scelte lungimiranti. Bruno Ciapponi Landi Direttore del Museo di Tirano

Valtellinesi famosi: Gian Luigi Rondi: una vita per il cinema in "Rassegna economica della provincia di Sondrio" n. 3-1991, CIAPPONI LANDI Bruno, , 1991, p. 91-95
 
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1991 - Presentazioni
 
Carte incise segni nella storia. Rassegna di grafica e poesia, Ciapponi Landi Bruno, Museo Etnografico Tiranese, Villa di Tirano SO 1991, p. 101(6)
 
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