BRUNO CIAPPONI LANDI
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PUBBLICAZIONI E PRESENTAZIONI

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1995 - Pubblicazioni
 
L'emigrazione poschiavina in Australia negli anni 1850 e 1860 attraverso le cronache de "Il Grigione Italiano", in “Quaderni Grigionitaliani” n. 4 -1995, Templeton Jaqueline, Ciapponi Landi Bruno, Olgiati Gritli, , Posschiavo CH 1995, p. 343.363
 
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La gente di montagna e l'emigrazione. L'emigrazione delle genti della montagna valtellinese e valchiavennasca, in: "Annuario della Sezione Valtellinese del Cai", a. X, n.1-Marzo 1995, Ciapponi Landi Bruno, , Sondrio 1995, p. 180-185

Guglielmo Felice Damiani. Bibliografia con annotazioni antologiche, in “Bollettino della Società Storica Valtellinese” n.47 (1994), Ciapponi Landi Bruno, Società Storica Valtellinese, Sondrio 1995, p. 173-218
 
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Per l'inaugurazione del rinnovato oratorio parrocchiale. Tirano: un oratorio per il 2000. Supplemento al n.3 -ottobre 1995 de “Le Campane di S. Martino”, Ciapponi Landi Bruno (coordinamento editoriale), Parrocchia di Tirano, Sondrio 1995, p. 4
 
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17 novembre 1895 - 17 novembre 1995. A cento anni dall'arrivo della luce elettrica a Tirano. Numero unico realizzato dal Museo Etnografico Tiranese per l'A.E.M. e il Comune di Tirano,Sondrio 10 novembre 1995, Ciapponi Landi Bruno (a cura), Museo Etnografico Tiranese, Sondrio 1995, p. 4
 
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Tirano: la biblioteca verso il 2000. Numero unico realizzato dal Museo Etnografico Tiranese per il Comune di Tirano-Biblioteca Civica "Arcari" e il Lions Club Tellino. Sondrio, dicembre 1995, Ciapponi Landi Bruno (a cura), Museo Etnografico Tiranese, Sondrio 1995, p. 4

Riprende un progetto irrealizzato di Giovanni De Simoni la proposta di un istituto di dialettologia e di etnografia valtellinese e valchiavennasca, Ciapponi Landi Bruno, , Sondrio 1995, p. 3
 
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"Elmo" [Guglielmo Felice Damiani] nei miei ricordi familiari, "Notiziario della Banca Popolare di Sondrio" n. 69 - Dicembre 1995, Ciapponi Landi Bruno, , Sondrio 1995, p. 89-91

Studi, ricerche e scritti etno-storici e linguistici sul territorio provinciale, Mondo Popolare in Lombardia 15. Sondrio e il suo territorio a cura di Ottavio Lurati, Renata Meazza, Angelo Stella., Ciapponi Landi Bruno, Silvana Editore, Milano 1995, p. 609-668
 
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[Omaggio della Provincia di Sondrio al Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro e al Cardinale Carlo Maria Martini, Ciapponi Landi Bruno (a cura), Provincia di Sondrio, Sondrio 1995, p.
 
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1995 - Presentazioni
 
Poggiani Keller Raffaella, Grosio (SO), Dosso dei Castelli e Dosso Giroldo. Un insediamento protostorico sotto i castelli e altri resti dell'età del Bronzo e del Ferro,, Ciapponi Landi Bruno, Consorzio per il parco delle incisioni rupestri di Grosio - Ministero per i beni culturali e ambientali - Soprintendenza Archeologica della Lombardia, Sondrio 1995, p. 104
 
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A. Arcà, A. Fossati, E. Marchi, E.Tognoni, Rupe Magna, la roccia incisa più grande delle Alpi, Ciapponi Landi Bruno, Consorzio per il parco delle incisioni rupestri di Grosio - Ministero per i beni culturali e ambientali - Soprintendenza Archeologica della Lombardia, Sondrio 1995, p. 160/2
 
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Scarìzi che brüsa. Racconti e poesie in dialetto tiranese con testo italiano a fronte, Bonazzi Cici, Cici bonazzi, Camberra, Australia 1995, p. 333
 
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Cici Bonazzi é un tiranese che abita da anni a Canberra. Il suo curriculum, le sue attività, l'apprezzamento di cui gode presso tanti amici, dimostrano come egli sia un cittadino stimato del nuovissimo continente, uno dei tanti ottimi "cittadini d'Australia" nati fra i nostri monti. Questa nuova appartenenza non gli ha per nulla impedito di conservare le sue caratteristiche originarie alle quali sembra affezionato quanto alla sua stessa pelle. Di tanto in tanto ritorna per qualche periodo a trovare i vecchi genitori e nessuno, incontrandolo o sentendolo parlare, potrebbe supporre che ha vissuto per tanto tempo lontano da Tirano. Cici ha conservato, direi gelosamente, l'idioma del paese natale che ama al punto di averne raccolto i vocaboli, dapprima in un saggio di vocabolario e poi in un voluminoso e apprezzato dizionario. Ma questa fatica non è la sola in campo editoriale. Sono anni ormai che Cici, dal nuovissimo continente, incurante dei costi di stampa e di spedizione, invia ad amici e conoscenti opuscoli che edita in proprio (è infatti possessore di un instancabile computer) e attraverso essi diffonde le composizioni vernacole in rima che testimoniano la sua insanabile nostalgia. I titoli sono illuminanti "Cose tiranesi ", "Vargutini tiranesi" (Piccole cose di Tirano), " 'n pitin de Valtelina" (Un pochino di Valtellina), "I otri de là de Piatamala" ( Gli altri di là di Piattamala, cioè gli svizzeri) "L'éra par bun, ma l'è cuma 'n schèrs" (Era sul serio ma è come uno scherzo) e "Chèl toch de val, la Valdesùt " (Quel pezzo di valle, la Valdisotto) scritto in occasione della tragica frana del 1987. Cici Bonazzi è certamente un nostalgico, ma egli sa gestire i suoi ricordi ed usa la memoria per riproporli ai suoi concittadini. E per superare il pudore di rivelare sentimenti fa mediare il messaggio al dialetto e alla rima. Ma a muoverlo è il tarlo dei suoi ricordi ('l cambrìn dèla memoria", per usare il titolo della sua maggiore raccolta di composizioni in rima in dialetto tiranese). La scelta dei mezzi espressivi ci richiama la sua storia personale: egli è infatti un tecnico e, lo sappiamo, anche un sognatore: una combinazione cioè di concretezza e fantasia. La sua formazione lo costringe a fare i conti con la realtà, ad impiegare volta a volta gli strumenti e i materiali più idonei, ma anche ad usare la fantasia. Il dialetto è il "materiale" più idoneo per rievocare e ambientare i suoi ricordi, il tramite più adatto per raggiungere i destinatari dei suoi messaggi. La rima, il cui uso impone regole precise, rinvia a un genere letterario -la poesia- che è da sempre terreno ideale per l'espressione di sentimenti. Ora che ci presenta il frutto di un suo nuovo impegno, sono indotto a immaginare Cici nel suo studio alle prese con i suoi ricordi e a considerare quanto egli ami intimamente la sua Tirano che onora di tante attenzioni e penso a quanto sia ingiusto che io non possa parlare qui delle molte altre testimonianze della sua dedizione alla città e alla valle, delle quali io sono testimone e sovente il tramite, tanto che, chiedendogli per fax un ennesimo favore per un convalligiano, mi sono trovato a indirizzare il messaggio, per celia, "all'Ambasciatore di Tirano a Canberra". Tirano 17 gennaio 1995 Bruno Ciapponi Landi
 



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