BRUNO CIAPPONI LANDI
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PUBBLICAZIONI E PRESENTAZIONI

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2007 - Pubblicazioni
 
La consegna delle Paul Harris Fellow 2007 a Morbegno, (m.c.p.), , 2007, p.
 
   

Chiavenna 25 Aprile. Numero unico per la manifestazione provinciale del 62° anniversario della Liberazione, CIAPPONI LANDI Bruno, MESSA Fausta ( a cura), Comitato provinciale per la celebrazione del 25 Aprile, Sondrio 2007, p. 4

Aspetti della generosità pubblica in provincia di Sondrio, in, CIAPPONI LANDI Bruno, ProValtellina, Sondrio 2007, p. 69-72
 
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L'emigrazione valtellinese all'estero nel divenire degli studi e delle ricerche, CIAPPONI LANDI Bruno, Museo Etnografico Tiranese, Sondrio 2007, p. 104
 
   
 
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Nascita e divenire di un testo fortunato [La partenza del crociato], CIAPPONI LANDI Bruno, Comune di Tirano, Sondrio 2007, p. 12-15
 
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Dal fondo dell'anima in "Al lavatoi. Samolaco racconta" n.10-gennaio 2008, CIAPPONI LANDI Bruno, Associazione culturale biblioteca di Samolaco, Sondrio 2007, p. 22-24
 
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Lungimirante pioniere dell'informazione in provincia, Ciapponi Landi Bruno, Assessorato alla Cultura del Comune di Tirano, Villa di Tirano SO 2007, p. 4
 
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Dall'amicizia alla collaborazione, alla fondazione dell'Associazione Grytzko Mascioni, in "Quaderni Grigionitaliani" n.4-2007, Ciapponi Landi Bruno, Pro Grigioni Italiano, Coira, Svizzera 2007, p. 425-430
 
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Conversazione con padre Camillo De Piaz, vecchio e caro amico di Grytzko Mascioni in "Quaderni Grigionitaliani" n,4-2007, Ciapponi Landi Bruno, Pro Grigioni Italiano, Coira, Svizzera 2007, p. 430-432
 
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Don Abramo Levi (1920-2007). Non sarà facile fare a meno di quel "faro nella notte" in "La provincia di Sondrio" sett. 1.9.2007, CIAPPONI LANDI Bruno, , 2007, p.
 
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2007 - Presentazioni
 
Gloria Ciapponi, Caino, Ciapponi Landi Bruno, , Sondrio 2007, p. 67
 
   
 
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Livio Benetti non solo artista ma prima di tutto uomo ed educatore, Ciapponi Landi Bruno, , Sondrio 2007, p. 363 (221-222)
 
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in "Politica, scuola, turismo e lavoro" in " Livio Benetti scritti d'arte e di vita civile" a cura di Franco Benetti
 
La mia prima conoscenza di Livio Benetti e della sua famiglia è avvenuta attraverso i racconti di un familiare che frequentava il suo studio e la sua casa al Masegra. Ero ancora un bambino e ambientavo i racconti fantasticando ambienti e contesto come facevo a fine lezione quando il maestro ci leggeva "Le avventure di Tom Sawyer" . In questo modo ero entrato in familiarità con la famiglia Benetti che era divenuta per me l’archetipo della famiglia. Mi godetti a lungo questa condizione di unilaterale intimità di cui i Benetti erano ignari. In realtà il professore e i suoi figli “si materializzavano” nel cortile che le elementari condividevano con le magistrali, ma questo non mi impediva di riprendere le mie ricostruzione fantasiose ogni volta che in casa giungeva qualche notizia sui Benetti. Nella Sondrio di quegli anni, dove si era trasferito con la famiglia dalla nativa Trento, Livio Benetti era già un uomo in vista per incarichi politici e professionali. Insegnava disegno e storia dell'arte alle "Magistrali" delle quali sarebbe diventato, qualche anno dopo, preside. In quegli anni era anche assessore all'istruzione e alla cultura e, vice sindaco di Sondrio. I suoi scritti, soprattutto d'arte, e le sue proposte di abbellimento della città comparivano sui giornali e curava anche le pubblicazioni di una banca locale sulle quali i suoi disegni figuravano insieme ai testi del provveditore agli studi Credaro (nume massimo, ovviamente, per noi scolari). Al cimitero, di quando in quando, comparivano i suoi lavori (un grande Cristo deposto, in bronzo, aveva costituito una vera novità nell'arte funeraria cittadina, a lungo pressoché dominata dal Gunella). Gli anni in cui fu pubblico amministratore, gli permisero un produttivo sodalizio con Gian Battista Gianoli e con altri valorosi cultori da cui derivò il riordino e il rilancio della biblioteca civica e la nascita del Museo Valtellinese di Storia ed Arte. Qualificate mostre a tema organizzate a Villa Quadrio (Dantesca, sul Risorgimento, sul patriota Maurizio Quadrio, sul Risorgimenti e '59 in Valtellina, sulla bibliografia artistica della provincia) animarono la languente vita culturale valtellinese, anche attraverso i cataloghi pubblicati sulla Rassegna Economica della Camera di Commercio e diffusi attraverso gli estratti . Con il suo determinante e paziente impegno rinacque il Sindacato Artisti che attraverso mostre collettive e personali (al Palazzo del Governo, a Villa Quadrio, alla Sala della Camera di Commercio), avviò in questo campo una stagione di grande interesse. Più tardi iniziò la serie dei ritratti ufficiali (da sempre ne eseguiva, in pittura e scultura per privati). Prima i personaggi storici valtellinesi nei mosaici di piazza Garibaldi e c.so Vittorio Veneto, poi la serie dei medaglioni ritratto per la gran parte di contemporanei, disseminati in tutta la valle. Il suo stile incontrava; per quanto attento a ciò che accadeva nel mondo (e furono, i suoi, decenni rivoluzionari nel campo delle arti figurative) rimaneva leggibile, organico al gusto della sua gente e, a un tempo, fedele a se stesso, ed io non riesco a immaginare questa scelta slegata da quella che ritengo la sua vocazione predominante di educatore. Importante è stato il contributo dato da Livio Benetti, attraverso la scuola, gli scritti e non poche iniziative, per la valorizzazione del patrimonio d'arte, cosiddetta minore, di cui è straordinariamente ricca la nostra terra e, in genere per quanto di bello essa offre. I suoi anni di presidenza dell'Ente Provinciale del Turismo non furono che il coronamento di un lungo lavoro di valorizzazione iniziato fin dal suo arrivo a Sondrio. Il successo (non facile) è documentato dal numero delle opere presenti in molte piazze e in tanti edifici pubblici valtellinesi e valchiavennaschi. Naturalmente le committenze di fuori provincia lo inorgoglivano, ma credo che il suo vero orgoglio fosse quello di avere espugnato la rocca dell'indifferenza diffusa che caratterizzava l'ambiente al tempo del suo arrivo a Sondrio. Pochi anni prima della sua scomparsa aprì una galleria personale in città dove lo si poteva incontare facilmente, sempre attivo e disponibile. Nella vetrina, insieme alle ultime opere, comparvero a gruppi gli originali di quei disegni delle monografie credariane, nella freschezza dei quali era possibile trovar traccia della malìa che la nostra valle aveva esercitato su di lui fino a legarlo indissolubilmente a sé. Ai miei occhi Benetti aveva poi un pregio raro: l'artista, in lui, non ha mai prevalso sull'uomo. Questa qualità gli ha permesso di collaborare con tanti colleghi superando le suscettibilità e anche le invidie di molti. Va anche ascritto fra i suoi meriti avere sollecitato la partecipazione di noti artisti a concorsi per la realizzazione di opere d'arte in edifici pubblici sondriesi (contribuì alla scelta della bella fontana di Negri e dei mosaici di Cassinari, entrambi alle ex "Magistrali"). L'amicizia con noti artisti di fuori provincia, dei quali godeva la stima, gli diede occasioni d'incontro per discutere e confrontarsi, cosa che fece fino all'ultimo e che gli consentì di non essere "provinciale" malgrado l'obiettiva perifericità geografica della valle e della città in cui aveva scelto di vivere. Meno nota, ma altrettanto importante è stata la sua intensa partecipazione alla vita politica e amministrativa provinciale che ha esteso la sua azione educativa oltre l’ambito scolastico e artistico. Fu un maestro sempre, da docente e da preside, da artista a assessore a uomo di partito. Cambiava gli strumenti - matita, pennello, gesso, bronzo, parola, penna, cattedra, giornali – sempre fedele alla sua formazione cristiana e all’impegno sociale che ne faceva derivare. Qualche anno fa la sua attività artistica è stata documentata in un libro, come ora avviene per i suoi scritti, ma se nel primo caso a prevalere era lo spazio dell’apprezzamento, questi scritti ci consentono di vedere a quali livelli culturali si muovevano un tempo (e dovrebbero muoversi) gli operatori sociali e della politica. Se la lettura produrrà qualcosa anche questo aspetto dell’insegnamento di Livio Benetti non sarà finito con la sua scomparsa nel 1987. Bruno Ciapponi Landi Direttore del Bollettino della Società Storica Valtellinese già Direttore responsabile del Corrriere della Valtellina

Tornati a baita gli emigranti raccontano..., PIZZINI Pietro (a cura) con disegni di Antonio DEL FELICE, Asssociazione Emigranti Valtellinesei con sede in Chiuro, Sondrio 2007, p. 103
 
   

Anselmo e i suoi prodi, a cura di Ennio Emanuele Galanga, Ciapponi Landi Bruno, Fasolo Vania, Città di Tirano, Biblioteca Civica "Paolo e Paola Maria Arcari", Tirano SO (Petruzio) 2007, p. 39
 
   

Cici Bonazzi, Ricordi. Composizioni in dialetto tiranese., Ciapponi Landi Bruno, Del Simone Pietro, Comune di Tirano, Villa di Tirano SO 2007, p. 320
 
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