BRUNO CIAPPONI LANDI
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PUBBLICAZIONI E PRESENTAZIONI

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2017 - Pubblicazioni
 
72° della Liberazione martedì 25 aprile 2017 [Aprica] manifestazione interprovinciale Sondrio-Brescia , Ciapponi Landi Bruno e Messa Fausta, Comitato provinciale per la celebrazione dell’anniversario della Liberazione, Sondrio Lito Polaris 2017, p. 4
 
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L'intervento. Si parla tanto di cultura. Ma come si usano i soldi? in "La provincia" 5.5.2017, CIAPPONI LANDI Bruno, , 2017, p.
 
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L'intervento. Si parla tanto di cultura. Ma come si usano i soldi? in "La provincia" 5.5.2017, CIAPPONI LANDI Bruno, , 2017, p.
 
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La Madonna di Tirano simbolo di un paese, , CIAPPONI LANDI Bruno, , 2017, p.
 
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Luigi De Bernardi giornalista e scrittore in , CIAPPONI LANDI Bruni, , Sondrio 2017, p.
 
   
 
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La recente scomparsa di Luigi De Bernardi ha giustamente fatto ricordare il suo impegno giornalistico e di scrittore, oltre che i ruoli ricoperti presso la Camera di Commercio quale responsabile dell’Ufficio Studi e Statistica e, a lungo, di redattore della rivista “Valtellina e Valchiavenna - Rassegna Economica della Provincia di Sondrio, per decenni l’unica rivista uscita con continuità nelle valli dell’Adda e della Mera, per non dire della sua ottima qualità. C’è però anche un De Bernardi “privato”, col quale mi sono incontrato al mio affacciarmi alla vita cittadina sondriese. Conoscerlo costituì il mio primo “incontro ravvicinato” con la generazione che mi aveva preceduto. Lui era un adulto, il volto sempre atteggiato a serietà, forse retaggio di quella del padre, operoso falegname, apprezzato anche fuori provincia (Luigi nacque “casualmente” a Menaggio dove la famiglia si era trasferita temporaneamente proprio per un impegno di lavoro del padre), molto riservato, ma di gran cuore, mentre la mamma, la signora Rosina, di ottimo cuore anch’essa, era al contrario di carattere aperto e gioviale, caratteristiche che aveva ripreso a manifestare dopo la triste parentesi della guerra che le aveva portato via il figlio maggiore. Era con lei, in familiarità con mia madre, che avevo maggiore confidenza nella frequentazione della loro abitazione, che si trovava in un una delle due prime piccole case popolari costruite al centro di quello che è oggi via Del Grosso, precorritrici del quartiere di Viale Milano. Era stata assegnata loro perché quella in cui abitavano, in via Bonfadini, era l’unica andata distrutta a Sondrio per uno spezzone incendiario lanciato da un aereo durante la guerra. Mi raccontò che era a tavola quando sentì un enorme frastuono e girandosi si era trovato senza la parete alle sue spalle. Se ne era andata, insieme a un lato della casa, della quale, quando me lo raccontò, c’erano ancora le macerie ordinatamente ammucchiate, a far fantasticare noi ragazzi che la guerra l’avevamo vista solo a cinema. Luigi, oltre ad avere perso il fratello in guerra, aveva sperimentato di persona l’attività partigiana, se non erro con parenti della mamma nella zona di Mossini - Sant’Anna. Un inizio abbastanza impegnativo nella vita di un giovane di belle speranze. La cosa che più mi affascinava di casa De Bernardi era il banjo di Luigi: mi attraeva quella strana chitarra con la cassa rotonda a forma di tamburo che teneva appesa nella sua camera con altri strumenti a corda. La riservatezza di Luigi mi impediva di chiedergli di farmi sentire il suono del banjo, ma a rompere il ghiaccio ci pensò la signora Rosina, lui cedette e concesse una breve esibizione privata che migliorò i nostri rapporti. L’interesse di Luigi e dei giovani del suo tempo, per la novità della musica americana in lui si era concretata nella passione per il jazz di cui rimase sempre un cultore competente e raffinato. Senza disdegnare peraltro la musica delle orchestrine animatrici delle feste di fine settimana nelle balere del circondario, luoghi ideale per agganciare ragazze. Il mattino seguente però non ci si svegliava più. Era quasi mezzogiorno e Luigi, che aveva passato la notte in balera, dormiva ancora e la signora Rosina dette a me l’incarico di svegliarlo. Lo feci con quel pizzico di compiacimento nel fare qualcosa di non gradito a un giovane adulto che stava troppo “sulle sue” invece di fraternizzare con i ragazzini come me. La reazione fu più che contenuta e non influì sui nostri successivi rapporti che andarono migliorando dopo alcune lezioni di chitarra e di banjo che chiarirono la mia incapacità congenita di suonatore, lasciando però sul terreno un ottimo rapporto di amicizia, che si rianimò quando Luigi sposò una mia giovane insegnante, Giuseppina Frepoli. Le nostre frequentazioni ripresero quota quando i genitori di Luigi si trasferirono nella nuova casa che i due sposi avevano costruito su un prato di periferia vicino al tiro a segno e si intensificarono quando nacque la loro prima bambina che morì tragicamente prima dei sei anni, investita da un’auto mentre traversava la statale per cogliere dei fiori. Alla piccola Elena mi ero affezionato sull’onda del grande affetto che aveva suscitato nei nonni il suo arrivo e della sua simpatica esuberanza che mi costringeva e vedere con lei alla televisione i cartoni animati di Topo Gigio o a scendere dietro casa per vedere i conigli che allevava insieme al nonno che, dopo il suo arrivo era divenuto quasi loquace. I miei rapporti con Luigi si intensificarono al mio ingresso nel mondo del lavoro quando l’imminente entrata in funzione della Regione Lombardia richiese che in ogni provincia fosse nominato un corrispondente per la raccolta dei più disparati dati necessari alla conoscenza della realtà regionale. Nei due intensi anni di questo lavoro la sua collaborazione andò molto al di là del dovere ed ebbi da lui una assistenza validissima, quasi paterna, nell’orientarmi nel mondo della burocrazia. Anche la comunanza di interessi in ambito storico fu occasione di collaborazione fin dagli inizi del suo impegno editoriale che ha lasciato sul terreno una serie di apprezzati volumi sulla storia della Valtellina e della Valchiavenna. Fu un caro amico, un compagno di strada da ricordare con affetto a gratitudine nella speranza di poterlo un giorno rivedere. Bruno Ciapponi Landi
 

La raccolta Giorgio Luzzi. Versi inediti e antologia in , CIAPPONI LANDI Bruno, , 2017, p.
 
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Due curiose antiche pietre lavorate a Morbegnoi in , CIAPPONI LANDI Bruno, , 2017, p.
 
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Neuropsichiatria a Sondrio. Onoriamo il fondatore Calvi, in La Provincia 27 luglio 2017, CIAPPONI LANDI Bruno, , 2017, p.
 
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Da , CIAPPONI LANDI Bruno, Associazione Grytzko Mascioni -Museo Etnografico Tiranese, Sondrio, Tipografia Bettini 2017, p. 49
 
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2017 - Presentazioni
 
La filarmonica di Semogo 1922-1934. Vita di paese, documenti, testimonianze,e ricordi, Ciapponi Landi Bruno a Angelo TRABUCCHI, , Valdidentro 2017, p. 109
 
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